Alcova recensiti su Music Map

ALCOVA cover light

Il sole nudo” degli Alcova recensito su Music Map:
“…poetici ma taglienti, intensi ma diretti, definiti una delle band più promettenti del panorama indipendente italiano, mantengono la promessa in pieno e ci regalano uno dei dischi finora più interessanti di questo 2014…” (Max Rimecco)

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Alcova su Note Spillate

ALCOVA cover light

Su Note Spillate Fabrizio Basso recensisce “Il sole nudo“, il nuovo album degli Alcova, e ospita alcuni pensieri di Francesco Ghezzi a proposito del nuovo disco: “…La band di Francesco Ghezzi torna con un nuovo album. Impegnato, ricco, sontuoso in alcuni punti. Frutto di un percorso personale del frontman necessità di qualche ascolto per essere compreso nella sua interezza. Ma poi diventa una seconda pelle…” 

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Eusebio Martinelli recensione su Indie-eye

frontApolide

 “Il secondo album di Eusebio Martinelli e della sua Gipsy Abarth Orkestar è un prodotto discografico abbastanza particolare. Perché oscilla tra momenti intensi, un po’malinconici, e sprazzi di festosità spensierata. Il titolo è quanto mai appropriato. Apolide. Senza legami di origine, senza una direzione precisa, sempre sulla strada. E nel viaggio c’è un po’ di tutto, dai gioiosi intermezzi della tromba di Eusebio Martinelli fino al violino zigano di Mario Sehtl e la voce malinconica della madre Amira Sehtl.[…]“

Fausto Corvino, Indie-eye

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Alcova recensione di Stefano Giaccone

ALCOVA cover light

Stefano Giaccone (Kina, Franti etc) recensisce “Il sole nudo” degli Alcova su I ain’t marching anymore:

“L’urgenza sonora e lirica (i testi) qui prende una forma sonora molto coinvolgente e non lascia cadaveri alle spalle, di sonorità leccate o rimasticate. Dalla foto di copertina, alle parole (organizzate in forma poetica/profonda e non sloganistica), alla crudezza della strumentazione (un gruppo basso, batteria, chitarre e voce che ha un suond basso/batteria/chitarre/voce, catturato nella sua essenza e nella sua forza ELETTRICA) ecco tutto ricorda la possibilità di DIRE, di ESSERCI come musicista, come giovane uomo di questi tempi (anche) infami. Un cantato molto lirico (operatic direbbero qui in UK) che crea una cruda tensione, un sound (Rock) che riporta al meglio degli anni 80, Bauhaus, Siouxie e i primi Diaframma.”

Per maggiori info visita anche http://www.alcova.it