Kabukista su Piacenza Music Pride

Su Piacenza Music Pride qui il nostro Francesco Ghezzi risponde a qualche domanda e presenta il nuovo laboratorio di tecnica ed espressività vocale in partenza da mercoledì 7 Febbraio; un grandissimo grazie a Lorenzo Rai per lo spazio che ci ha dedicato, la gentilezza e l’enorme disponibilità!
Leggete l’articolo e non dimenticate di prenotare la vostra lezione di prova!

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27 Gennaio, Giorno della Memoria

Vivevamo immersi nella zona grigia dell’indifferenza. L’ho sofferta, l’indifferenza. Li ho visti, quelli che voltavano la faccia dall’altra parte. Anche oggi ci sono persone che preferiscono non guardare.
Liliana Segre

GIORNO-MEMORIA-2018
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“Ad Auschwitz superai la selezione per tre volte. Quando ci chiamavano sapevamo che era per decidere se eravamo ancora utili e potevamo andare avanti, o se eravamo vecchi pezzi irrecuperabili. Da buttare. Era un momento terribile. Bastava un cenno ed eri salvo, un altro ti condannava. Dovevamo metterci in fila, nude, passare davanti a due SS e a un medico nazista. Ci aprivano la bocca, ci esaminavano in ogni angolo del corpo per vedere se potevamo ancora lavorare. Chi era troppo stanca o troppo magra, o ferita, veniva eliminata. Bastavano pochi secondi agli aguzzini per capire se era meglio farci morire o farci vivere. Io vedevo le altre, orrendi scheletri impauriti, e sapevo di essere come loro. Gli ufficiali e i medici erano sempre eleganti, impeccabili e tirati a lucido, in pace con la loro coscienza. Era sufficiente un cenno del capo degli aguzzini, che voleva dire “avanti”, ed eri salva. Io pensavo solo a questo quando ero lì, a quel cenno. Ero felice quando arrivava, perché avevo tredici anni, poi quattordici. Volevo vivere. Ricordo la prima selezione. Dopo avermi analizzata il medico notò una cicatrice. «Forse mi manderà a morte per questa…» pensai e mi venne il panico. Lui mi chiese di dove fossi e io con un filo di voce ma, cercando di restare calma, risposi che ero italiana. Trattenevo il respiro. Dopo aver riso, insieme agli altri, del medico italiano che mi aveva fatto quella orrenda cicatrice, il dottore nazista mi fece cenno di andare avanti. Significava che avevo passato la selezione! Ero viva, viva, viva! Ero così felice di poter tornare nel campo che tutto mi sembrava più facile. Poi vidi Janine. Era una ragazza francese, erano mesi che lavoravamo una accanto all’altra nella fabbrica di munizioni. Janine era addetta alla macchina che tagliava l’acciaio. Qualche giorno prima quella maledetta macchina le aveva tranciato le prime falangi di due dita. Lei andò davanti agli aguzzini, nuda, cercando di nascondere la sua mutilazione. Ma quelli le videro subito le dita ferite e presero il suo numero tatuato sul corpo nudo. Voleva dire che la mandavano a morire. Janine non sarebbe tornata nel campo. Janine non era un’estranea per me, la vedevo tutti i giorni, avevamo scambiato qualche frase, ci sorridevamo per salutarci. Eppure non le dissi niente. Non mi voltai quando la portarono via. Non le dissi addio. Avevo paura di uscire dall’invisibilità nella quale mi nascondevo, feci finta di niente e ricominciai a mettere una gamba dietro l’altra e camminare, pur di vivere. Racconto sempre la storia di Janine. È un rimorso che mi porto dentro. Il rimorso di non aver avuto il coraggio di dirle addio. Di farle sentire, in quel momento che Janine stava andando a morire, che la sua vita era importante per me. Che noi non eravamo come gli aguzzini ma ci sentivamo, ancora e nonostante tutto, capaci di amare. Invece non lo feci. Il rimorso non mi diede pace per tanto, tanto tempo. Sapevo che nel momento in cui non avevo avuto il coraggio di dire addio a Janine, avevano vinto loro, i nostri aguzzini, perché ci avevano privati della nostra umanità e della pietà verso un altro essere umano. Era questa la loro vittoria, era questo il loro obiettivo: annientare la nostra umanità.”
Tratto da: “Fino a quando la mia stella brillerà” di Liliana Segre.

 

Dal corpo alla voce

Volantino Dal Corpo alla Voce 2

Laboratorio trimestrale di tecnica ed espressività vocale
Prima lezione di prova gratuita: mercoledì 7 Febbraio
dalle 20.00 alle 22.30 (prenotazione obbligatoria)
Rivolto a tutti coloro cui serva usare con naturalezza ma con efficacia la propria voce – attori, cantanti, insegnanti: anche senza nessuna esperienza – il corso, attraverso tecniche ed esercizi mutuati da diverse discipline, esplorerà in maniera approfondita le possibilità e le potenzialità del rapporto tra voce e corpo, primo veicolo di voce e movimento, e la naturale corrispondenza tra gesto fisico e gesto sonoro alla ricerca della propria voce, uno strumento vivo, sensibile, dalle innumerevoli e                         ricchissime sfaccettature.
Voce naturale, ritmo, forma, flusso, rilassamento, risonatori naturali, articolazione e impostazione vocale, sono alcuni degli elementi tramite cui si snoderà questo percorso.
A cura di Francesco Ghezzi
Per info:info@kabukista.it

Pronti per il nuovo anno!

1721726118-physicaltheatreworkshopIl 2018 ricomincia a tutto gas: partiamo subito con una settimana interessante!
Infatti stasera con il Mestiere dell’Attore torniamo a Spazio 2 per iniziare il nuovo anno con un pieno di energia! ☃️🧚🏻‍♀️⭐️
Domani e mercoledì sera ci vedremo invece al Cantiere Simone Weil di via Macellari e giovedì sera inizieremo una nuova ed entusiasmante avventura alla Cavallerizza di Piacenza… tante novità in arrivo: stay tuned! 😉
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